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Titolo: Letture: Nella vita del mio tempo

Autore: Non firmato (Lorenzo Gigli)

Data: 1934-11-14

Identificatore: 1934_476

Testo: Letture
Nella vita del mio tempo

L'importanza di un libro come questo di Arturo Marpicati (Nella vita del mio tempo. - Ed. Zanichelli. L. 15) si misura anche al paragone di relativamente recenti polemiche sul tema dell’aderenza dello scrittore al proprio tempo. Aderenza spontanea che lo scrittore realizza necessariamente, in dipendenza dell'autenticità della sua arte. L’artista vero, il poeta, è, anche se non se ne accorge, un uomo del proprio tempo e lo interpreta e la funzione civile diventa nella sua biografia una funzione essenziale.
Uomo del proprio tempo il Marpicati si dichiara senza ambagi; fin dal titolo. Nel volume sono premesse alcune pagine, nelle quali lo scrittore si confessa con una passione di cui dobbiamo prima di tutto ammirare la sincerità.
« Uno scrittore vero, — egli dice — per modesta che sia la sua statura, di essere scrittore non cessa anche quando parla e scrive, per ragioni del suo ufficio, celebrando un fatto della Patria, evocando una figura od un avvenimento storico, chiarendo alle folle le ragioni e gli impulsi delle proprie azioni politiche e comunicando gli entusiasmi di una propria fede. Politica e letteratura non sono state mai sentite da me come disgiunte, ma bensì espressione unitaria di sentimenti, di ideali, spesso di illusioni e, al venire della guerra e col sorgere del Fascismo, come espressione unica di una fede invocata e benedetta, di un modo di vita, come strumenti volti a suscitare alte passioni e non a vellicare le più basse. Scrivere mi fu sempre, insomma, sinonimo di combattere.
« Vorrei pertanto calarmi, certo, alla meglio e con panni non di lusso e anche ristretti, nel profilo foscoliano del letterato, ideale, sicuro che chiunque non fosse in malafede, mi riconoscerebbe per buon letterato fascista ».
« Niun letterato sarà utile e glorioso, se non conosce le istituzioni sociali, se non vede molti paesi e costumi, se non paragona ed illumina i meriti, gli errori ed i difetti dei propri concittadini, se non legge nel cuore della filosofia morale e politica, se finalmente non attende all’indipendenza ed all’onore ella sua Patria ». Così il Foscolo. Alle quali parole va pure aggiunto il mònito che il Poeta dei « Sepolcri » scriveva nel suo fremente testamento spirituale, nella Lettera Apologetica: « Io mi studiava che tutte le mie scritture, sotto apparenza di versi e romanzi e pedanterie di letteratura didattica, e profezie e bizzarrie di immaginazioni, corressero tuttavia ad una mèta politica ed all’utilità dell’Italia ».
La materia di questo libro del Marpicati appartiene al periodo della guerra e del dopoguerra, alla gesta fiumana al pensiero ed all’azione ricostruttrice del Fascismo. C'è un dialogo tra il ritratto di Wilson e la statua bresciana della Vittoria, una cui copia deve essere inviata in dono all’uomo dai quattordici punti: pagina assai originale e vigorosa, fantasia in cui vibra la più fervida, e realistica delle passioni. Tra le prose d'arte ecco il capitolo sulla brughiera di Ghedi, pervaso di delicata nostalgia e profumato di terra e di vento. Figure e fatti dell’Italia guerriera vengono poi in primo piano da Angelo Emo, ultimo ammiraglio della Serenissima, a Tito Speri, da Oberdan agli Atlantici. E a testimonianza della fede con cui il Marpicati svolge la sua opera di uomo di cultura e d’uomo d’azione valgano i capitoli sul Fascismo e la Scuola, così ricchi di succhi ideali e così nutriti di esperienza.

Un bel salto di Arturo Marpicati.

File: PDF, TESTO

Collezione: Diorama 14.11.34

Etichette:

Citazione: Non firmato (Lorenzo Gigli), “Letture: Nella vita del mio tempo,” Diorama Letterario, ultimo accesso il 04 aprile 2025, https://dioramagdp.unito.it/items/show/1841.